4.1.1 L'Impresa Open Source

Le imprese che si dedicano all'open source rientrano solo in parte nel modello dell'Azienda Virtuale. Utilizzano gli stessi media e si basano sulla stessa risorsa principale: l'informazione; tuttavia differiscono dal modello di Davidow e Malone per le caratteristiche e la stessa natura del prodotto su cui si basano. Il software libero ed open source ed il loro modello di sviluppo, il Progetto Open Source, non obbediscono alle leggi ed ai tempi del mercato. Come vedremo in seguito, i concetti di scadenza e di dovere aziendale sono in parte estranei ai componenti delle comunità open source. Ciò non vuol dire che su questo tipo di prodotto sia impossibile creare un business, anzi, tuttavia è necessario tenere in considerazione tutti i suoi aspetti per trarre vantaggio dai suoi punti di forza ed evitare di essere danneggiati dai suoi punti deboli. Le Imprese Open Source hanno inoltre una caratteristica in più: si basano su un patto etico che tutte le parti devono rispettare considerando che la materia prima è donata all'azienda dalla comunità e che la logica del dono prevede che questo venga ricambiato.

La struttura dei costi e dei ricavi delle aziende fondate sul software libero o comunque open source è completamente diversa rispetto a quelle tradizionali: la soglia di ingresso è estremamente bassa e basso il costo di produzione, ma il bene offerto può essere reperito facilmente e a bassissimi costi o quasi dai possibili clienti.

In realtà ciò che viene offerto sul mercato non sono beni ma servizi, il valore di vendita è indiretto. Ad esempio le distribuzioni Linux commerciali come SuSE, Red Hat, Caldera, ecc., non vendono i singoli bit del sistema operativo ma il valore aggiunto nell'assemblaggio dei diversi software che lo compongono e le garanzie di funzionamento e compatibilità con altri sistemi della stessa marca, oltre all'assistenza gratuita per un certo periodo di tempo ed opzioni per l'estensione dell'assistenza stessa. I distributori Linux, inoltre, sono costretti a competere con modalità che apportano benefici ai consumatori ed al mercato in generale: infatti, la Licenza GPL li obbliga a condividere le migliorie e le nuove caratteristiche via via sviluppate che prontamente vengono inserite nei propri pacchetti dalle altre distribuzioni ed evita le frammentazioni.

Alcune aziende fondate sull'open source vendono solo servizi (supporto, ricerca, sviluppo e formazione) come Linuxcare oppure documentazione, ad esempio i manuali sul software open source della casa editrice americana O'Reilly & Associates o della giovane ed italianissima Hops Libri.

Un'altra caratteristica dei software open source a vantaggio degli utenti, è che questi potranno essere sempre supportati anche se l'azienda che li ha distribuiti è scomparsa o se i programmatori che li hanno sviluppati all'interno di un'azienda non fanno più parte del suo organico: senza la disponibilità dei sorgenti ed il permesso di modifica ciò non sarebbe possibile. Anche la ripartizione del rischio, quindi, può far optare le aziende e gli utenti per questo tipo di software, non solo la ripartizione dei costi di sviluppo.

Non sempre, però, la scelta open source è la più conveniente per l'impresa. In assenza di alternative funzionali e dell'effetto rete è meglio tenere i propri bit propretari e scegliere la soluzione commerciale come accade ad esempio per un software innovativo che copre una nicchia di mercato non occupata da altri.

Alla luce di tutto ciò le aziende tradizionali possono avere diversi tipi di adattamento a seconda del posizionamento sul mercato loro e dei loro prodotti. La Microsoft alla comparsa di Linux ha preferito rispondere con tattiche FUD (Fear, Uncertainty, Doubt) ovvero tendenti ad alzare i costi di transazione della concorrenza, oggi comincia a dare i primi segni di apertura rispetto ai metodi open in considerazione del cambiamento riscontrato nel mercato. Altre società si sono già convertite, distribuendo i propri prodotti completi dei sorgenti e con licenze open source, come è avvenuto per Netscape che nel '98 ha reso disponibili i sorgenti del suo web browser avviando il progetto Mozilla e riguadagnando fette di mercato sottratte da Internet Explorer di Microsoft. Lo stesso sta accadendo per Sun Microsystem che ha rilasciato StarOffice4.1 completo dei sorgenti e sotto licenza GPL con l'ultima versione.