La caratteristica più originale di Linux non fu tanto la creazione da parte di Torvalds del kernel in sé, pur meritoria di plauso, quanto il modo in cui nacque, si sviluppò e si sviluppa tuttora; fu certamente questo modello di sviluppo l'invenzione più importante.
In genere ogni sistema operativo o programma di una certa dimensione creato fino ad allora era stato concepito e sviluppato da singoli o gruppi relativamente piccoli di persone coordinati tra loro che lo rifinivano e mettevano a punto anche per lunghi periodi prima di rilasciarne una versione sufficientemente stabile. Linux invece ha sempre potuto contare sull'apporto di un gran numero di volontari coordinati attraverso Internet e sul continuo rilascio diffuso, talvolta anche giornaliero, di versioni aggiornate, comprese le iniziali ed instabili versioni beta, di solito destinate a pochi eletti. Tali versioni erano - e sono - poi sottoposte al lavoro incessante di verifica e correzione da parte della comunità di sviluppatori e contributori. Ciò ha garantito, secondo molti e a dispetto delle previsioni più diffuse, una qualità impensabile per chiunque fosse abituato a lavorare in qualsiasi altra maniera.
Questi due approcci appena descritti sono quelli che Eric S. Raymond definisce con una azzeccata metafora rispettivamente "a cattedrale" ed "a bazaar"[Raymond1]. Raymond è considerato da molti uno dei massimi teorici del fenomeno del software libero - o meglio della sua successiva evoluzione che lui ha chiamato Open Source Software -, autore di numerosi lavori sulla storia, gli usi e i costumi della comunità hacker - come Jargon File [Jargon], The New Hacker's Dictionary [Raymond2], The Cathedral and the Bazaar [Raymond1] - nonchè egli stesso hacker della prima ora. In un capitolo del suo lavoro più conosciuto, The Cathedral and the Bazaar, egli analizza il successo di un Progetto Open Source, Fetchmail1.11 - un programma che preleva la posta elettronica da un server remoto mandandola al proprio client di distribuzione - sviluppato intenzionalmente secondo le modalità sperimentate da Lunus Torvalds con Linux. In questo modo Raymond individua due teorie corrispondenti ad altrettanti fondamentali stili di sviluppo di software: quello a Cattedrale, proprio della maggior parte del mondo commerciale e caratterizzato, come detto, dal lavoro di un team relativamente ristretto e chiuso con poche occasioni di interazione con l'utenza finale se non dopo il momento del primo rilascio definitivo; e quello a Bazaar, consacrato da Linux e tipico del mondo open source, dove ad un team abbastanza aperto di sviluppatori si affianca il contributo a volte di una moltitudine di utilizzatori che contribuiscono in modo critico alla crescita del programma, grazie alla sua precoce disponibilità e fruibilità sin dalle versioni più sperimentali.
Il fatto che nel giro di un paio di anni Linux potesse competere in stabilità ed affidabilità con i più importanti Unix commerciali, contribuì all'uscita di scena dei distributori più piccoli e deboli di quei sistemi proprietari.