``I vincoli informali contano. Per dare migliori risposte si deve conoscere molto di più sulle norme di comportamento derivanti dalla tradizione culturale e su come interagiscono con le regole formali.'' [North]
Il punto di partenza è la cosiddetta cultura hacker e le sue tradizioni, cui abbiamo già accennato, la cui analisi permette di comprendere le dinamiche del fenomeno che andiamo ad osservare e le trasformazioni che ha provocato nelle regole del mercato del software.
Come già detto in questo lavoro il termine hacker è inteso nel suo significato positivo di entusiasta appassionato di software, non accettando il significato negativo di sabotatore che l'uso della lingua gli ha oramai attribuito e per il quale esiste da sempre un termine specifico: Cracker.
L'identità dell'hacker e il forte senso di appartenenza che scaturisce da essa, crea una (contro)cultura molto ricca e diversa, comprendente abilità altamente specializzate, reti organizzate di scambio di informazioni, norme, gerarchie di status, linguaggi e significati simbolici condivisi. Gli elementi di tale identità contribuiscono a determinare le caratteristiche principali del comportamento che, se scisso da tali caratteristiche, risulta facilmente incomprensibile a chi ne è estraneo.
A parte la propensione personale a sentirsi - e definirsi - o meno un hacker, chi si riconosce in questo tipo di cultura attinge ad un background più che trentennale di conoscenze ed insegnamenti ormai dati per acquisiti. Una serie di regole di comportamento e di principï non scritti che l'individuo apprende mediante un processo sia di imitazione che di coscente documentazione.
Agli albori, per i primi sparuti gruppi di ricercatori/programmatori, la condivisione delle conoscenze era ovvia ed implicita, uno strumento indispensabile per il progresso scientifico. L'avvento delle licenze e delle varie limitazioni sul software, crearono in quegli stessi ambienti la nascita della consapevolezza dell'esistenza di un problema connesso a tutto ciò, il che fece crescere in molti la consapevolezza di appartenere ad un gruppo, ad una comunità caratterizzata da un comune sentire. ARPAnet funzionò da cassa di risonanza e Unix contribuì a veicolare un certo modo di agire e pensare anche al di fuori di ambienti accademici e di ricerca. La recente esplosione di Internet non ha fatto che rendere esponenziale la crescita di questa comunità, testimoniata dalla forte espansione di Linux.