La tutela giuridica del software incontra due problemi di fondo, uno legato alla riproducibilità e trasmissibilità a costo prossimo allo zero in un contesto globalmente interconnesso e l'altro alla disomogeneità delle normative nazionali ed internazionali di tutela. A livello mondiale tale tutela risulta in alcuni casi contraddittoria o inapplicabile con alti costi di misurazione ed impossibilità di ricorrere all'esecuzione coattiva.
Problema molto sentito è quello dei brevetti sul software e su concetti quali teorie matematiche ed algoritmi, consentiti dal sistema giuridico statunitense e spesso concessi con leggerezza su concetti di pubblico dominio. Attualmente in Europa viene usata solo la pratica del copyright, ma il dibattito in Commissione Europea è aperto e molto vivace e diventa così difficile, se non impossibile, controllare efficacemente il rispetto dei diritti di proprietà e dei contratti. Tutto ciò quindi crea incertezza e difficoltà, oltre a creare nuove forme di monopolio con possibili conseguenze negative per il mercato.
In generale queste difficoltà nascono dal fatto che le istituzioni economiche negli ultimi anni si stanno evolvendo ad una velocità mai sperimentata in epoche precedenti, in un contesto globalizzato e intorno alla risorsa informazione, che è un bene immateriale.
Le risposte politiche e giuridiche poste in essere per far fronte al cambiamento sembrano non comprendere né la natura del cambiamento né la natura della risorsa intorno alla quale quest'ultimo si sta strutturando e i rimedi disposti risultano inefficienti se non peggiorativi (la nuova legge italiana sul copyright ne è un esempio).