1.1.3 Prime spinte commerciali

Ben presto il consistente movimento che si era formato attorno a Unix con la creazione e gli indubbi progressi di alcune sue distribuzioni - in particolare la famosa Berkeley Software Distribution (BSD), nata presso l'ateneo di Berkeley - fecero sorgere un certo interesse per le sue potenzialità commerciali.

Fino a questo momento i computer erano sempre stati considerati strumenti di ricerca, il software prodotto per il loro funzionamento e per le varie applicazioni circolava liberamente come un qualsiasi prodotto di conoscenza scientifica ed i programmatori erano pagati per il fatto di programmare e non per i programmi che producevano. Tutti i progetti di sviluppo cooperativo di software erano intrapresi e procedevano su basi informali. Non era sentito come una priorità il problema dei diritti proprietari o delle eventuali restrizioni all'uso od al riuso del software. AT&T stessa, per i motivi sopra spiegati, non aveva mai mostrato fino ad allora alcun interesse a sfruttare la sua posizione di privilegio.

Tuttavia la grossa diffusione di Unix e il suo continuo miglioramento grazie ai contributi di università e singoli utilizzatori, vennero percepiti da AT&T come un fenomeno utile ma sostanzialmente incontrollabile e potenzialmente dannoso a livello economico. Fu così che la licenza che accompagnava nel 1979 la Settima Versione di Unix limitava lo studio del codice sorgente, bloccando il suo sviluppo in diversi ambienti universitari.

Con questa azione AT&T aveva intrapreso di fatto la strada che avrebbe portato alla vera e propria commercializzazione di Unix. La Settima Versione fu infatti l'ultima sviluppata dai laboratori Bell; tutti i seguenti rilasci di Unix AT&T furono sviluppati e gestiti da un altro gruppo con espliciti fini commerciali.